Ultima modifica: 28 Gennaio 2020
Istituto Comprensivo Karol Wojtyla > GRAMMATICA VALENZIALE

GRAMMATICA VALENZIALE

Nel nostro Istituto è stato introdotto nella didattica dell’italiano il modello valenziale.

La grammatica valenziale è un modello di analisi della frase alternativo all’analisi logica elaborato inizialmente dal linguista francese Lucien Tesnière (1893 – 1954); esso pone l’accento su aspetti di semantica, ovvero pone in connessione le funzioni delle diverse parti della frase con i loro significati.
La compiutezza di significato della frase è legata alla presenza del verbo, elemento cruciale e vero e proprio baricentro della frase. Questo, con il suo significato, e in quanto dotato di numerose altre informazioni (persona, numero, tempo, modo, aspetto, diàtesi attiva, media, passiva e in alcuni casi anche genere), può esprimere un concetto compiuto da solo (nel caso dei verbi impersonali: piovere, nevicare, ecc.) o chiamando intorno a sé un numero limitato di elementi nominali (da 1 a 4) con i quali completa il concetto.
La proprietà del verbo di aggregare a sé elementi per esprimere un concetto compiuto si chiama valenza. Da qui il nome di questo modello grammaticale e la qualificazione dei singoli verbi come zerovalenti (impersonali), monovalentibivalentitrivalentitetravalenti. Gli elementi che si possono aggregare al verbo (nomi o elementi equivalenti) sono chiamati argomenti, distinguibili in argomento soggetto e argomenti oggetto (diretto o indiretto).

La grammatica delle valenze è un modello di descrizione della frase basato sulla centralità del verbo. L’obiettivo del lavorare con la grammatica valenziale è quello di sperimentare un modo diverso di “fare grammatica”, molto più attivo, coinvolgente, basato sull’intuizione, ragionando partendo dal significato del verbo e cercando come funziona la frase dal punto di vista architettonico. Si ha una percezione dei confini del periodo per poi avere dei riferimenti quando si scrive e si parla. Ci sono ricadute positive sulle abilità linguistiche e si riscontra entusiasmo da parte dei ragazzi perché diventano dei protagonisti attivi del processo di apprendimento. Non viene chiesto loro di memorizzare definizioni o etichette da applicare o riconoscere. Sono loro che devono fare ipotesi, verificarle, disegnare grafici. (Cristiana De Santis)